Quando un amore muore | Adriana Perillo
Da troppo tempo, con molta frequenza, si susseguono fatti di cronaca che vedono come vittime le donne: i femminicidi.
Tante perdono la vita per mano dei mariti o compagni che sono autori di efferati delitti nei confronti di chi dovrebbero, invece, amare e proteggere. Le modalità di queste uccisioni sono molto violente e feroci e mostrano tutto l’odio e il rancore di cui sono pervasi gli animi assassini.
La causa è sempre la non accettazione del fallimento di una unione che si è logorata e che diventa sempre più impossibile e intollerata dalla coniuge. Arrivare all’uccisione della donna che era stata scelta come moglie, compagna e madre dei propri figli è il punto di non ritorno di una situazione da cui non si vede l’uscita, perché si è sopraffatti dalla ottenebrazione del cervello, dal desiderio violento di fare del male a chi ti fa male con il suo abbandono, a chi ti fa sentire frustrato e fallito, ti pone in un baratro da cui non credi di salvarti e ti umilia socialmente.
La gelosia spinge alla violenza che nessuno riesce a placare, nemmeno la considerazione dei figli, anche minori, che possono rimanere orfani di entrambi i genitori. A volte la crudeltà di un padre ferito nel suo orgoglio arriva a colpire la propria prole per punire la moglie che deve soffrire avendo causato la separazione.
La reazione maschile è eccessivamente violenta forse perché c’è una prospettiva di vita difficoltosa, magari anche economicamente, o forse un dissesto dell’equilibrio della famiglia.
Ma perché una donna arriva alla decisione di separarsi dal proprio compagno? I casi sono diversi ma tanti i motivi comuni. Diciamo che spesso giunge a questa soluzione troppo tardi perché è trattenuta dall’amore per i figli, oppure crede di poter salvare, con la sua presenza, la famiglia, anche se deve sacrificarsi.
Un tempo le donne non avevano alternative e subivano anche reiterate violenze domestiche, economicamente erano dipendenti dal marito che controllava il reddito, né avevano un lavoro per potersi mantenere. Unico destino era subire, se non possedevano proprie ricchezze o patrimoni.
Oggi la donna ha maggiori possibilità perché spesso è attiva nel lavoro, consapevole dei diritti sanciti nella Carta dei diritti umani, può ricorrere alle istituzioni che devono tutelarla e aiutarla.
Tuttavia, da come si evince dai femminicidi quasi giornalieri, non tutte le donne riescono a capire in tempo utile che bisogna denunciare ogni sopruso, stare all’erta e proteggersi.
L’amore è un sentimento che mette prima il bene dell’altro, è rispetto reciproco e comprensione, appoggio, tenerezza, complicità; una coppia deve avere gli stessi obiettivi ma ognuno deve realizzare i propri sogni ed aspirazioni con la solidarietà dell’altro. E se il partener usa la manipolazione dei pensieri e delle emozioni, se fa violenza psicologica o fisica, se ha il controllo sulla altrui persona, è meglio accettare la fine di una storia perché vuol dire che l’amore è morto e bisogna voltare pagina, dimenticare il passato e ricominciare una nuova vita.
Un legame tossico è senza prospettiva.
Dobbiamo educare l’uomo all’autocontrollo, deve ricordare che non è il padrone della vita della donna, che è responsabile della felicità dei propri figli e che nessuno è obbligato ad amare chi non si vuole amare.


Trackbacks & Pingbacks
var finns semaglutid naturligt
var finns semaglutid naturligt
viagra medication names
viagra medication names
ciprol
ciprol
mobic for shoulder pain
mobic for shoulder pain
furosemide
furosemide
vardenafil price
vardenafil price
sertraline medication
sertraline medication
hello world
hello world
I commenti sono chiusi.